Paolo Porcelli

Biografia

Paolo Porcelli nasce a Roma il 5 dicembre 1947. Si forma in un contesto familiare in cui la musica e l’interesse per la cultura sono parte della vita quotidiana. Terzogenito di cinque figli, cresce in un ambiente numeroso, che accompagna i primi anni della sua formazione.

Le prime opere risalgono al 1969; tra queste Ordine simmetrico nello spazio, nella quale si delineano già alcuni elementi centrali della sua ricerca: strutture astratte, volumi sospesi e una costruzione dinamica dello spazio, con uno sviluppo dei colori che dà vita alle forme.
L’artista sviluppa un linguaggio pittorico autonomo, elaborato al di fuori delle principali correnti artistiche del periodo.

Nel corso del 1970 realizza una serie di dipinti che definiscono in modo più compiuto il suo primo periodo pittorico. In questi lavori l’indagine si concentra sul rapporto tra forma, equilibrio e movimento, mentre il colore assume un ruolo strutturale nella costruzione della profondità e della tensione spaziale.

Parallelamente all’attività artistica, nello stesso anno l’autore intraprende la carriera professionale nell’amministrazione pubblica, dove nel tempo ricopre incarichi direttivi. L’attività lavorativa procede in parallelo alla ricerca artistica, senza determinarne l’interruzione.

Nel corso degli anni successivi la pittura rimane il centro della sua espressione creativa. Solo negli anni Novanta l’artista si avvicina in modo diretto alla scrittura poetica, componendo Figure del tempo e Il Quadro, testi ispirati rispettivamente ai dipinti Figura del tempo e Sogno irreale.

L’ultima opera pittorica risale al 1997, Attesa eterna. Da questo momento l’espressione creativa dell’artista si orienta prevalentemente verso la poesia.

La produzione poetica si sviluppa attraverso immagini sensoriali e temporali. Ricorrono temi quali il sogno, l’attesa, la memoria e il fluire del tempo, mentre oggetti quotidiani, paesaggi interiori e figure umane assumono una funzione simbolica, in continuità e in rapporto intimamente stretto con la ricerca pittorica.

Oltre alla pittura e alla poesia, Paolo Porcelli ha realizzato numerose opere di artigianato in legno, progettate con la fantasia e la memoria per far rivivere il passato. Tra queste figurano sedie in stile neorinascimentale, panche, un inginocchiatoio e un mobile bar, tutti realizzati utilizzando autentico legno del Seicento. Pur mantenendo intatte alla vista le asperità che i secoli hanno impresso nel legno, l’artista ha saputo trasformarlo, al tatto, in morbido velluto.

Ogni oggetto riflette la sua capacità di trasformare ciò che è perduto, incarnando il suo motto Deleta Resurgo: ciò che è distrutto riporto in vita.

Alcune opere di artigianato

Paolo Porcelli nella sua bottega d'arte

L'artista all'opera in una delle due botteghe nel dicembre del 2003.

Panca

Realizzata in legno di castagno del Seicento, ricavato dai resti del tetto della Casa Antica dell’artista.

Inginocchiatoio

Realizzato in legno di pino e abete del XX secolo, ricavato da vecchie spianatoie, con sostegni in legno di castagno del XVII secolo. Sul piano l’artista ha riportato la scritta: “ANTE PRECEM OPUS” ovvero “prima della preghiera, agisci".

Seggio - elemento di un set

Seggio di ispirazione medievale, a carattere rustico; è a capotavola di un set di sei elementi realizzati in legno di abete.
La scritta PRINCEPS ne supera la funzione d’uso, evocando ironicamente l’idea di un trono domestico.

Madia

In legno di castagno del seicento. il mobile è stato realizzato mantenendo il tono ambrato del legno invecchiato.
Lo sportello superiore, leggermente curvo, è stato concepito appositamente a schiena d’asino per scoraggiare l’appoggio di oggetti e favorire l’accesso all’apertura.

Panca

In legno nuovo, dipinta d’azzurro, richiama due strumenti: la lira classica, riportata al centro dello schienale, mentre i lati evocano la sagoma di un violoncello.
Le linee si ispirano a modelli del Cinquecento.